E’ convinzione comune che i liberi professionisti – anch’essi destinatari degli obblighi antiriciclaggio e poiché destinatari di tali obblighi – debbano trasformarsi in una sorta di “agenti segreti”, messi alle calcagna dei loro clienti, decisi ad investigare sulle operazioni da loro compiute e pronti a dare tempestiva comunicazione in caso di sospetto di riciclaggio. E’ una visione questa un po’ troppo “cinematografica” che deve essere sfatata.
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